Etna paralizza gli arrivi a Catania: cosa fare per viaggiare

Restano momentaneamente attivi le partenze dallo scalo etneo

eruzione etna
07/08/2026 - Tempo di Lettura: 1 min.

I passeggeri possono richiedere le spese extra sostenute

L'eruzione dell'Etna ha rimesso in ginocchio il traffico aereo siciliano, costringendo l'aeroporto di Catania a chiudere gli arrivi e a mantenere operative solo le partenze, con un equilibrio fragile che cambia di ora in ora. La conseguenza è una catena di disservizi che si ripercuote sui passeggeri. Voli cancellati, riprogrammati, dirottati su altri scali, comunicazioni che arrivano a ridosso della partenza, itinerari che si trasformano in percorsi a ostacoli.

Le compagnie aeree stanno avvisando i viaggiatori con messaggi. Alcuni voli vengono cancellati, altri vengono spostati su Palermo o Trapani, nel tentativo di salvare almeno una parte dell'operatività. È un contesto in cui il vettore non ha responsabilità diretta. Un'eruzione vulcanica rientra nelle circostanze eccezionali previste dal Regolamento Europeo 261/2004, e per questo non scatta la compensazione pecuniaria. Ma la tutela del passeggero non si esaurisce qui.

Il Regolamento prevede infatti che, quando la compagnia non riesce a fornire assistenza adeguata, il viaggiatore possa ottenere il rimborso delle spese sostenute per raggiungere comunque la destinazione finale. È un diritto spesso ignorato, ma decisivo in situazioni come questa. Chi riceve una riprotezione fissata nei giorni successivi può decidere di non accettarla e organizzarsi da sé: acquistare un nuovo biglietto, partire da un altro aeroporto, prendere un autobus, un treno o un taxi per arrivare a Catania. Tutto ciò che serve è conservare la prenotazione originale e ogni ricevuta, scontrino o fattura che documenti le spese affrontate. Senza quella traccia, il rimborso diventa impossibile.

C'è poi il caso dei voli operati ma dirottati su altri scali. Anche qui la compagnia ha l'obbligo di assistere il passeggero nel completare il viaggio fino a Catania. Se questo non avviene, il viaggiatore può provvedere autonomamente e chiedere il rimborso successivo, sempre nel limite della ragionevolezza. Quindi niente soluzioni eccessive, niente costi sproporzionati rispetto alla situazione.

«I passeggeri che subiranno disservizi a causa dell'eruzione dell'Etna– spiega Felice D'Angelo, ceo di ItaliaRimborsopossono fare riferimento al Regolamento 261/2004. Se non vengono riprotetti, hanno diritto al rimborso di tutti i costi sostenuti per raggiungere Catania. È fondamentale conservare ogni ricevuta e ricordare che le spese devono essere ragionevoli».



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