L’Etna blocca ancora una volta l’aeroporto di Catania
Caos voli e diritti dei passeggeri tra dirottamenti e rimborsi
Articolo in aggiornamento - Voli cancellati a Catania per eruzione vulcanica
AGGIORNAMENTO 15/09/26 - ORE 12:00 - Prorogata la chiusura fino alle ore 22:00.
Seguiranno ulteriori aggiornamenti qualora necessari.
________
AGGIORNAMENTO 15/09/26 - ORE 10:00 - La chiusura dei settori C1 e B3 rimarranno chiusi fino alle ore 14:30 con conseguenti ulteriori disagi.
Seguiranno ulteriori aggiornamenti qualora necessari.
________
AGGIORNAMENTO 14/09/26 - ORE 20:00 - Prorogato lo stop alle partenze e arrivi fino a domani, martedì 15 Settembre, fino alle ore 10:00.
Seguiranno ulteriori aggiornamenti qualora necessari.
________
AGGIORNAMENTO 14/09/26 - ORE 15:00 - Oltre alla chiusura del settore C1 già attiva da questa mattina, è stata disposta anche la chiusura del settore B3. La sospensione riguarda ora sia gli arrivi che le partenze, entrambe bloccate. Secondo quanto riportato dai canali ufficiali, la misura resterà in vigore fino alle ore 22:00.
Seguiranno ulteriori aggiornamenti qualora necessari.
________
L'eruzione dell'Etna ha di nuovo paralizzato il traffico aereo siciliano, costringendo l'aeroporto di Catania a sospendere gli arrivi e a mantenere operative solo le partenze. Una gestione in equilibrio precario, che cambia di ora in ora e che si traduce in una lunga catena di disservizi per i viaggiatori. Voli cancellati, riprogrammati, dirottati su altri scali, comunicazioni che arrivano a ridosso della partenza, itinerari che diventano percorsi a ostacoli.
La chiusura è stata annunciata direttamente dall'aeroporto, dopo l'intensificarsi dell'attività vulcanica nelle prime ore del mattino. In particolare è stato interdetto il settore C1, con conseguenze immediate sull'operatività.
Le compagnie stanno avvisando i passeggeri con messaggi e notifiche. Alcuni voli vengono cancellati, altri dirottati su Palermo, Trapani o Comiso nel tentativo di salvare almeno una parte del programma. È un contesto in cui il vettore non ha responsabilità diretta. Un'eruzione vulcanica rientra infatti tra le circostanze eccezionali previste dal Regolamento Europeo 261/2004, e quindi non scatta la compensazione pecuniaria. Ma la tutela del passeggero non finisce qui.
Il Regolamento stabilisce che, quando la compagnia non riesce a garantire un'assistenza adeguata, il viaggiatore può ottenere il rimborso delle spese sostenute per raggiungere comunque la destinazione finale. È un diritto spesso ignorato, ma decisivo in situazioni come questa. Chi riceve una riprotezione fissata nei giorni successivi può scegliere di non accettarla e organizzarsi autonomamente per raggiungere la meta prefissata. La condizione essenziale è quella di conservare la prenotazione originale e ogni ricevuta, scontrino o fattura che documenti le spese affrontate. Senza quella traccia, il rimborso diventa impossibile.
Lo stesso vale per i voli operati ma dirottati su altri scali. Anche in questo caso la compagnia ha l'obbligo di assistere il passeggero nel completare il viaggio da e per Catania. Se ciò non avviene, il viaggiatore può provvedere da sé e chiedere il rimborso successivo, sempre nel limite della ragionevolezza, senza soluzioni eccessive e niente costi sproporzionati rispetto alla situazione.
«I passeggeri che subiranno disservizi a causa dell'eruzione dell'Etna – spiega Felice D'Angelo, ceo di ItaliaRimborso – possono fare riferimento al Regolamento 261/2004. Se non vengono riprotetti, hanno diritto al rimborso di tutti i costi sostenuti che coinvolgono l'aeroporto di Catania per via dell'eruzione Etna. È fondamentale conservare ogni ricevuta e ricordare che le spese devono essere ragionevoli».
