Nuova eruzione vulcanica dell’Etna, aeroporto di Catania chiuso
Già cinquantamila passeggeri coinvolti, ecco cosa si può ottenere
Disagi che proseguono per chi viaggia da e per lo scalo etneoq
L'Etna torna a condizionare il traffico aereo in Sicilia e l'aeroporto di Catania è nuovamente costretto a fermarsi. L'intensificarsi dell'attività vulcanica ha portato alla sospensione delle operazioni sabato, con effetti immediati su partenze e arrivi e nuove difficoltà per migliaia di viaggiatori in transito nello scalo etneo. L'aeroporto di Catania ha comunicato la chiusura fino alle 24 di oggi, lunedì 28 settembre.
Nelle ore successive all'annuncio della chiusura, le compagnie aeree hanno iniziato a riorganizzare i collegamenti, tra cancellazioni, rinvii e dirottamenti verso aeroporti alternativi. Una situazione che rischia di avere ripercussioni non soltanto sui passeggeri in partenza da Catania, ma anche su chi deve raggiungere la Sicilia nelle prossime ore. Già 50mila passeggeri, secondo quanto ricostruito da ItaliaRimborso, hanno subito disagi dalla chiusura di sabato ad oggi.
Anche in questa circostanza, come già accaduto per le chiusure del 6 e 7 luglio, dal 7 al 17 agosto e 14 e 15 settembre, l'eruzione vulcanica viene considerata una causa di forza maggiore e una circostanza eccezionale ai sensi del Regolamento Europeo 261/2004. Per questo motivo, in caso di cancellazione del volo, non è prevista la compensazione pecuniaria normalmente riconosciuta per altri disservizi aerei.
La mancanza di responsabilità della compagnia, tuttavia, non significa assenza di tutele per i viaggiatori. I vettori restano infatti tenuti ad assistere i propri passeggeri e a proporre soluzioni alternative per raggiungere la destinazione finale nel minor tempo possibile.
Quando questa assistenza non viene garantita, risulta inadeguata o non accettabile, il passeggero può organizzarsi autonomamente acquistando nuovi biglietti o sostenendo ulteriori spese necessarie per completare il viaggio fino alla destinazione prefissata. Costi che possono essere successivamente richiesti alla compagnia aerea, purché siano documentati da fatture o ricevute e proporzionati rispetto alla situazione contingente.
Per far fronte alla particolare situazione, Trenitalia d'intesa col Dipartimento delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti della Regione Siciliana, ha potenziato i collegamenti ferroviari. Particolare attenzione, infatti, deve essere prestata anche ai voli dirottati su altri aeroporti siciliani. In questi casi il vettore è chiamato a garantire il trasferimento dei passeggeri verso Catania o, viceversa, verso lo scalo da cui sarebbe dovuta avvenire la partenza. Qualora ciò non accada, il viaggiatore può provvedere autonomamente conservando la documentazione delle spese sostenute.
«L'ennesima chiusura dello scalo etneo dimostra quanto sia importante conoscere i propri diritti in situazioni straordinarie come un'eruzione vulcanica - commenta Felice D'Angelo, ceo di ItaliaRimborso -. Non è prevista alcuna compensazione pecuniaria perché siamo di fronte a una circostanza eccezionale, ma resta fermo il diritto del passeggero all'assistenza e al rimborso delle spese sostenute per raggiungere la destinazione finale. Il consiglio è quello di conservare ricevute, fatture e ogni comunicazione ricevuta dalla compagnia aerea, perché possono risultare determinanti nella successiva richiesta di rimborso».
Per ottenere il rimborso delle spese sostenute è possibile contattare direttamente la compagnia aerea o una claim company come ItaliaRimborso.
